giovedì 20 ottobre 2016

Finalmente il primo trailer di Red Dead Redemption 2


Ed eccoci qua, finalmente con il primo trailer di Red Dead Redemption 2

Il filmato, di circa un minuto, non ci offre ovviamente molti dettagli sulla trama, ma è molto probabile che quello con cui avremo a che fare è un prequel del caro Redemption (a cui dedicherò un video prima o poi, promesso).

Ovviamente a risaltare sono sopratutto gli ambienti di gioco, bellissimi, che spaziano tra praterie, zone montane e cittadine ma con una varietà ed una vastità già a prima vista maggiore rispetto a sei anni fa. Insomma già da questi pochi secondi il mio interesse è schizzato ancora più alle stelle. Non resta che aspettare un anno.





Pensieri confusi e a caldo su Nintendo Switch



Ok, qui abbiamo tra le mani l'evoluzione all'ennesima potenza di quelli che sono i concetti di play everywhere che da anni vengono portati avanti tramite meccanismi come il crossover play, solo che sviluppati ad un livello estremamente superiore. Il che è sicuramente più che positivo e mi ha intrigato molto.

Mossa furbissima, visto il passo falso su tale versante con Wii U, mostrare subito un titoli di richiamo di third party (di cui potrete trovare una nutrita lista qui) come la remastered di Skyrim (c'è da capire se sta volta gli sviluppatori esterni crederanno davvero al progetto o dopo pochi mesi scapperanno come successo pochi anni fa).

Le vere incognite , in mezzo a tanti spunti intriganti, sono, per quanto mi riguarda, fondamentalmente due: il prezzo è la qualità dei titoli una volta switchato da uno schermo all'altro (escludendo il supporto delle terze parti di cui sopra). Su questo versante le domande son molte: Nintendo si uniformerà alla concorrenza lanciando una console di questo tipo e con queste features proponendola ad un prezzo competitivo ed accattivante (rilasciandolo quindi in perdita in maniera forse eccessiva)? O piuttosto crederà sulla potenza del proprio marchio accoppiata alla promessa di duttilità del proprio sistema di gioco proponendola ad un prezzo più elevato? E per quanto concerne il mercato portatile? Nintendo 3DS è sicuramente una delle fonti di maggior guadagno al momento per la società ma viste le caratteristiche intrinseche di Switch vien da chiedersi se possano coesistere, proponendo line up differenti e "parallele" oppure finiranno con il "prestarsi i piedi".
Sono tante le domande che potrebbero essere poste in questo momento ma cominciano finalmente a farsi largo, grazie a questo video, alcune certezze non più avvolte dall'alone di mistero che ci ha accompagnato fino ad oggi.

Insomma le potenzialità ci sono, Marzo è vicino e nel corso di questi mesi probabilmente conosceremo molto altro del progetto in maniera chiara è netta.

Ed ora, non mi resta che lasciarvi alla visione del filmato di presentazione della console.


mercoledì 28 settembre 2016

Forse #AssettoCorsa mi farà avvicinare al mondo dei simulatori


Sarò sincero, non sono mai stato un appassionato dei simulatori automobilistici ma devo confessare che sin dal suo annuncio ho sempr osservato con curiosità il progetto Assetto Corsa, sopratutto perché è un prodotto nostrano, il team di sviluppo, Kunos Simulazioni, ha infatti sede a Roma ma anche perché ha già dimostrato di essere una punta di diamante del settore nella sua iterazione originale per PC.
Ora il titolo è in procinto di approdare su console e di conseguenza avrò anche io occasione di mettere mano su tanto ben di Dio tra un parco auto ricchissimo ed un'attzione ad ogni particolare, dal comparto tecnico al gameplay (con una quantità spropositata di opzioni per la modifica e personalizzazione dei bolidi), ch faranno la gioia di appassionati ma anche neofiti come il sottoscritto.
 Insomma non resta che attendere.
Vi invito a visitare questo sito per maggiori informazioni a riguardo.



Buzzoole

giovedì 18 agosto 2016

Ecco il nuovo corto di Overwatch dedicato a Bastion!


Oh! Dopo l'annuncio di alcune settimane fa, ho iniziato ad attendere sempre più impazientemente il 18 Agosto per poter finalmente vedere il nuovo cortometraggio di Overwatch (che probabilmente darà il via alla nuova "stagione" di filmati dedicati al tiolo) con progtagonista l'adorabile (ma odiato in game) Bastion e dal titolo "Risveglio" ("The last Bastion" in originale, molto più efficace a mio modesto avviso).

Il filmato forse non raggiunge i livello ancora inarrivabili di "Draghi" ma fa sicuramente il suo dovere presentandoci il robot da guerra come la summa di quelli che sono i cult di genere (con una palese strizzata d'occhio a "Cortocircuito") alternando fasi bucoliche, rilassate in cui la macchina è totalmente immersa nella natura ad altre più concitate in cui Bastion, da poco riattivatosi, rievoca dei flashback della guerra tra Omnic ed umani (a metà strada tra "Rambo" ed il "Gigante di Ferro").

L'ambientazione, così come il periodo di rilascio non sono casuali. 
Il video infatti è profondamente legato alla nuova mappa annunciata da Blizzard, Eichenwalde. La pittoresca cittadina germanica è stata infatti il terreno di scontro di una delle più violente battaglie del conflitto. Voi mi direte: "Ma non si vede minimamente il castello che caratterizza la mappa". Beh io non mi riferisco a quello ma alla città futuristica presente nel filmato. Essa è visibile sullo sfondo dello stage da poco annunciato, Inoltre, fanno una breve comparsa, al fianco delle truppe umane, i "Crusaders", la forza d'elite di cui fa parte Reinhardt (e di cui troviamo tracce più che esplicite all'interno della fortezza).




Dal punto di vista registico, ho apprezzato lo sforzo fatto nel cercare di allargare il più possibile l'inquadratura, in modo tale da esaltare la potenza visiva del paesaggio nel quale Bastion si trova a vagare, in totale contrasto con quelli che sono i ricordi del suo passato, con la natura che riconquista gli spazi che la guerra le aveva sottratto.

Insomma, di certo quello che ci troviamo di fronte è un filmato alquanto interessante, un netto recupero rispetto a quanto proposto dal corto dedicato a "Soldato 76", in grado di fornirci un ulteriore scorcio sugli antefatti dell'universo narrativo di Overwatch.

Completato questo preambolo non mi resta che augurarvi buona visione.



giovedì 4 agosto 2016

I trofei possono legarsi alla narrativa videoludica? Il caso Shadow of The Colossus


I trofei, gli achivement, gli obiettivi e compagnia bella sono da sempre visti da una parte di utenza come qualcosa di superfluo, o addirittura come qualcosa di dannoso, capaci di distrarre da quelli che sono gli intenti principali di un dato prodotto.

 Personalmente li ho sempre considerati come un divertente svago, nel quale ho messo un certo impegno in diverse occasioni, conquistandomi anche un discreto numero di platini con soddisfazione.

 È vero, non mancano casi di achivement legati ad easter egg, citazioni al gioco o ad altri media di riferimento, ma anche in questo caso ci troviamo comunque di fronte a quello che è non più di un divertissement degli sviluppatori (come ha dimostrato, ad esempio, Naughty Dog con il recente Uncharted 4).

Ma ci sono esempi in cui i trofei possano offrire qualcosa di più? In cui possano integrarsi in qualche modo alla narrativa del mondo di gioco potenziando, magari anche solo involontariamente, il coinvolgimento emotivo da parte del giocatore? Beh, forse sono stato in grado di scovarne almeno uno.




Approfittando delle vacanze estive ho deciso di riprendere in mano, con una mentalità diversa e più matura, dopo molti anni, quello che è probabilmente il capolavoro massimo di Fumito Ueda, uno dei massimi esponenti del medium videoludico in toto, vale a dire Shadow of the Colossus. Il tutto grazie alla versione remastered disponibile per Playstation 3. 


Con il progredire delle vicende, specie se non novizi del titolo, si ha la sensazione di come ci sia qualcosa di sbagliato nelle azioni compiute, non solo da Wander, ma anche dal giocatore stesso.

 Una delle meccaniche principale della narrativa imbastita dal team Ico è infatti quella di mantenere il giocatore in un limbo per tutto il prosieguo delle vicende facendo seguire all'esaltazione dell'abbattimento dei vari giganti un senso di colpa che andrà ad ingrossarsi mano a mano con un climax nel finale, grazie ad un sapiente uso delle inquadrature, delle immagini e, sopratutto, delle musiche (si potrebbe partire da questo punto per aprire un mondo vastissimo ma andremmo troppo fuori tema) ed è proprio qui che entrano in gioco i sopracitati trofei.



Ogni qual volta che un colosso cadrà sotto i nostri colpi riceveremo un trofeo collegato alla sua morte. Ecco, è questo il fulcro della questione. Essere ricompensati per un'azione moralmente sbagliata. Ovviamente qui non si tratta di un dibattito su cosa sia eticamente giusto o sbagliato all'interno di un videogioco (dovreste conoscermi ormai) ma di come una meccanica essenzialmente superflua e vista come qualcosa di futile, se non deleterio in alcuni casi, possa accompagnarsi in maniera perfetta, consapevolmente o meno, a quella che è la narrativa di un prodotto.

Si ha come la sensazione di essere giustificati immeritatamente, di aver ricevuto un cimelio di caccia (come la testa di un rinoceronte albino da appendere in salotto sopra al camino) solo per aver dato la morte ad una creatura che non lo meritava spinti dal puro egoismo: quello del protagonista Wander, incurante delle conseguenze delle sue azioni pur di ottenere ciò che desidera, e quello del giocatore che asseconda il suo volere bramoso di completare una nuova impresa virtuale.



Questi trofei, in qualche misura, ci sbattono in faccia ironicamente la realtà dei fatti. Sembra di compiere in qualche modo un viaggio dentro la mente del giovane eroe (ma non solo) che tenta di ripetersi continuamente "È la cosa giusta da fare"

Un esempio lampante di ciò lo possiamo riscontrare nel nome del trofeo legato all'undicesimo titano, Celosia il guardiano del fuoco.

 Il titolo di quest'ultimo è infatti "Il guardiano liberato". Suona tanto di presa in giro.
 Se prima venivamo, infatti, premiati per i nostri abbattimenti, qui, addirittura, sembriamo essere giustificati, come se stessimo liberando la bestia da un male che l'affligge e la cui unica cura è la morte, quasi ci volessimo convincere che stiamo agendo nel modo corretto, quando in realtà, e chi ha giocato il titolo sa, sono ben altre le conseguenze delle nostre azioni. 


Ovviamente questa non è un analisi (in realtà non credo ci sia nulla di concreto e facendo qualche ricerca prima di scrivere questo pezzo non ho trovato alcun riferimento ad una qualche intenzione deel team responsabile di questa remastered di legare il gioco ai trofei fino ad un tale livello) e non penso neanche che in questo caso si possa parlare, ad esempio, di ludo-narrativa (eppure sarebbe bello intavolare un bel dibattito in tal senso) ma quello che conta è ciò che si è mosso dentro di me, un senso di profonda malinconia e di colpa scatenati non soltanto dal gioco in sé ma anche, ed in maniera estremamente dirompente, grazie ad un uso sapiente (anche se forse addirittura non intenzionale) di un elemento da sempre marginale nell'economia del gaming contemporaneo e capace di farmi re-innamorare, attraverso una nuova strada, di uno dei più importanti titoli della storia del medium.

venerdì 15 luglio 2016

Overwatch: ecco il settimo fumetto dedicato ad Ana


Lo so lo so, è da un po' che non mi faccio vivo. Scusatemi, purtroppo, come ho spiegato qui, l'università sta egemonizzando tutto il tempo che ho a disposizione in questo periodo. Ma ci tenevo comunque a mantenervi aggiornati almeno su alcune uscite legate ad Overwatch. Dopo diversi mesi sono infatti ripartite le uscite dei fumetti digitali (l'ultima volta è toccato a Torbjorn), e questa volta è protagonista assoluta di queste 10 pagine la new-entry Ana (la madre di Pharah da poco inserita nel roster del gioco).

Qui potrete leggere il fumetto.

Vorrei scrivere un pezzo su questo personaggio, ma al momento non ho il tempo materiale per farlo, sappiate solo che dopo un primo tentennamento ho iniziato seriamente ad apprezzarla.



lunedì 6 giugno 2016

Horizon: Zero Dawn ha una data ed un nuovo trailer



Finalmente il titolo da me tanto atteso ha una data di rilascio ufficiale (tolte eventuali posticipazioni a cui Sony ci ha abituati). Horizon: Zero Dawn verrà pubblicato il primo Marzo 2017!

Insomma purtroppo una prima posticipazione ad essere onesti c'è stata (Guerrilla aveva precedentemente garantito l'uscita entro la fine di quest'anno) ma almeno ora c'è una finestra di lancio ben precisa che può dare una prima idea del periodo in cui potremo mettere finalmente le mani sul gioco. E dal nuovo trailer, fra nuove meccaniche, cavalcature e nuove creature meccaniche non vedo proprio l'ora di giocarci! Ovviamente comprerò la Collector's edition!