giovedì 17 maggio 2018

Forgotten Anne: Recensione


Ed eccoci di nuovo qua, dopo una discreta pausa, con una nuova recensione. Forgotten Anne, nuovo progetto di Throughline Games (e, tanto per cambiare, rilasciato sotto l'etichetta Square Enix Collective), era nel mio mirino da diverso di mesi, tanto da essere finito nella mia ultima lista Most Wanted.
La mia fiducia sarà stata ben riposta? Scopriamolo.

Forgotten Anne è un titolo che fa del comparto narrativo il suo pilastro portante, legandolo a doppio filo con una direzione artistica coscenziosa e precisa. La volontà degli autori è da sempre, infatti, quella di poter raccontare una bella storia pescando a piene mani dall'immaginario dell'animazione nipponica, in particolar modo rifacendosi ed omaggiando lo stilo reso celebre dallo Studio Ghibli.
Con questa premessa, il rendersi conto di avere a che fare con un intreccio ampiamente sdoganato ed abusato in ogni sorta di media narrativo, potrebbe spiazzare e forse deludere tutti quegli utenti che dovessero fermarsi a questa primo livello del racconto. A conti fatti, quella di Anne è il più classico dei racconti di formazione dell'eroe, con la nostra protagonista al centro di una ribellione che vede contrapporsi un manipolo di rivoltosi guidati dal carismatico e coraggioso Fig al misterioso ed anziano mentore della stessa ragazza.


Ma se mi dovessi fermare qui, oltre che peccare di superficialità, non renderei giustizia al lavoro fatto dal team di sviluppo su questo versante.
Partendo infatti da un pretesto così scontato (i vari colpi di scena sono a dir poco telefonati), i ragazzi di Throughline Games imbastiscono un discorso che abbraccia varie tematiche importanti ma senza mai sfociare in eccessivi banalismi, se non volutamente. Centrale è infatti  discorso sulla morte e allo stesso tempo sulla ricerca del significato della vita: che cosa vuol dire vivere in un mondo fatto di oggetti dimenticati e, miracolosamente, animati? Che diritto ha una persona di decidere arbitrariamente se un altro essere vivente possa continuare ad esistere?


Lodevole è anche il lavoro svolto sulle scelte morali che faremo compiere ad Anne e che svolgeranno una doppia funzione caratterizzante e narrativa: la ragazza potrà perseguire con perseveranza determinati ideali o potrà contraddire sé stessa e la propria moralità, a libero arbitrio del giocatore ,dando in questo modo a quest'ultimo la possibilità di modellare un personaggio che, però, non darà mai la sensazione di stonare con il racconto. Tali scelte, piccole o grandi, avranno sempre ricadute sul lungo periodo e, non potendosi affidare a qualsivoglia ricompensa "fisica" (equipaggiamenti extra, armi, ecc...), gli autori hanno potuto dar vita ad un sistema che, in qualche modo, saprà sempre come presentare "il conto" e al quale Anne, e con essa il giocatore, reagirà in modo credibile, evolvendosi in un determinato modo. Il finale, ad esempio, presenta sì un bivio narrativo molto forte e netto ma, grazie al percorso fatto in precedenza, sarà chiaro quale possa essere la conclusione più adatta alle scelte fatte sino a quel momento.


Ma quello che ho apprezzato di più, dal punto di vista della scrittura, è di certo l'attenzione al particolare, al dettaglio, al voler offrire uno spunto di riflessione interessante in ogni situazione possibile. L'immagine che troverete alla fine di questo paragrafo è per me emblematica in al senso: ci troviamo in un mondo abitato da oggetti animati ma nel quale esistono anche oggetti che sono, per l'appunto... oggetti. Questa cosa, nelle prime ore di gioco, mi aveva spaesato eppure gli sviluppatori, coscienti di tale ambiguità, hanno risolto il problema lasciandolo sì in sospeso ma proponendo una riflessione metanarrativa grazie allo scambio di battute tra due televisioni a tubo catodico (mentre si fumano allegramente quello che è a conti fatti un bong) con il quale il giocatore può immedesimarsi e riflettere a sua volta.


La nota dolente (se poi si possa davvero parlare di nota dolente è difficile dirlo) è invece legata al versante prettamente ludico dell'esperienza. Forgotten Anne è infatti un'avventura dal forte taglio narrativo affiancata da un gameplay diviso tra fasi di puzzle solving ed altre di platforming che finiscono, nelle ultime sequenze con il convergere e mescolarsi. Le prime funzionano, quasi sempre, egregiamente, proponendo enigmi interessanti ma mai troppo complessi al punto tale da poter spezzare il ritmo del racconto. Da questo punto di vista le uniche vere critiche che mi sento di esprimere rigurdano la macchinosità di alcuni di questi rompicati che non beneficiano di certo della bassa reattività della protagonista quando ci troveremo ad avere a che fare con "sfide" che richiedano un certo tempismo.
Ma se in tali sezioni si può tranquillamente chiudere un occhio, altrettanto non è possibile fare quando ci ritroveremo chiamati a saltare da una piattaforma all'altra, specie quando entraranno in gioco carrelli e casse che si muovono indipendentemente dalle nostre azioni. Ecco, questa struttura mal si concilia con la legnosità a cui ho fatto riferimento pocanzi, finendo con lo spezzare il ritmo a causa di salti e atterraggi mal calibrati nei confronti dei quali il gioco richiede, invece un discreto margine di precisione e tempismo, provocando, come naturale conseguenza, una certa frustrazione nell'utente.


Questa legnosità nel controllo di Anne è una diretta conseguenza di quella che è una chiara esigenza artistica, vale a dire la volontà evocare costantemente la sensazione di trovarsi all'interno di una pellicola d'animazione nipponica interattiva.
Tale risultato è stato in larga parte raggiunto, seppur con diverse limitazioni derivanti dal budget contenuto della produzione. Questo ha spinto necessariamente a scendere ad alcuni compromessi: cut scenes spesso poco animate ed alcuni modelli meno curati di altri.
D'altro canto, però, il comparto artistico risplende con i fondali e, sopratutto, con alcune sequenze al limite dell'onirico.
Il tutto egregiamente accompagnato da una colonna sonora ispirata e che, ancora una volta, si rifà agli insegnamenti dei maestri dello Studio Ghibli.


In conclusione, Forgotten Anne è una scommessa riuscita.Seppur limitata dal punto di vista prettamente ludico, l'opera di Throughline Games risplende grazie ad un comparto narrativo in grado di sfruttare un'intreccio ed una serie di stereotipi a dir poco abusate per dar vita a riflessioni di un certo peso anche sul piano transmediale.


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