sabato 15 giugno 2019

Effie - Recensione


Dopo una lunga pausa, finalmente torno con una nuova recensione.
Questa volta a finire sotto la mia lente è Effie, action-platform che si rifà ai classici del genere a cavallo tra la fine degli anni '90 ed i primi 2000.
Buona lettura.



Come detto, il titolo del team spagnolo Inverge Studios, è un tributo ad una tipologia di giochi che è stata protagonista assoluta del medium videoludico a cavallo dei due secoli. Questo emerge sin da subito con una premessa narrativa semplice, favolistica, che funge più da pretesto per dare l'avvio alle vicende e ad abbozzare il mondo di gioco piuttosto che nel voler dar corpo ad un racconto strutturato che possa divenire un pilastro dell'esperienza.
Pur nella sua semplicità, però, l'avventura di Galand, grazie sopratutto alla narrativa implicità (che incredibilmente tocca anche toni grotteschi ed inaspettati in alcuni momenti) ed ad un concept curioso, con l'uomo alla ricarca di una soluzione per sciogliere l'incantesimo di una strega che lo ha condannato ad un invecchiamento precoce, scorre piacevolmente nonostante non riesca a brillare.


Le pianure rosse di Oblena, all'interno del quale potremo liberamente muoverci, vivono di alti e bassi. A una direzione artistica affascinante, fatta di forme semplici ma mescolate in modo creativo (la città delle vigne, sopratutto nell'esterno, è semplicemente sublime), colori vivi e segreti sparsi qua e là che potrebbero dar vita a piccole sub-quest, si contrappone una struttura open world del mondo di gioco che non sfrutta nel modo più efficace i suoi "vuoti". Questi, infatti, più che servire da strumento per raccontare ed esprimere qualcosa tendono a sottolineare i limiti produttivi del progetto, lasciando ampio spazio ad un "niente" fine a sé stesso che tende semplicemente a dare maggior respiro alla mappa, senza riuscirci, purtroppo.


Le fasi platform, pur divertenti nella poro semplicità, risultano un po' troppo vecchie nel concept. Anche qui, infatti, ci troviamo a che fare con una struttura più derivativa di un'epoca ormai passata. Non stupisce quindi trovare in una segheria, ad esempio, seghe circolari posizionate nei modi più improbabili che fungono sì da ostacolo ma che lasciano la sensazione di essere messe lì con quest'unico scopo e senza una correlazione effettiva con il mondo di gioco se non quella tematica del singolo dungeon.


Per quanto riguarda il gameplay, invece, ci troviamo di fronte ad un pacchetto sì conservativo, ma divertente.
Il fulcro è, senza alcun dubbio, il fidato compagno di viaggio di Galand, vale a dire lo scudo "Runestone". Una volta acquisito esso, infatti, sbloccherà nel corso dell'avventura nuove capacità che semplificheranno la vita dell'attempato eroe. 
Inizialmente, infatti, ci permetterà di effettuare il doppio salto per poi trasformarsi in una sorta di hoverboard che velocizzerà gli spostamenti per le lande di Oblema. Al contempo verranno aggiunte all' "arsenale" anche 3 abilità legate al combat system del gioco. Questo, basilare a dirla tutta e composto da una combo leggera ed una pesante, viene ampliato dai poteri dotati dagli "Antichi Guardiani", come un dash o la possibilità di scatenare un piccolo terremoto.
Spiace, in questo senso constatare che tali "upgrade" non abbiano un riscontro durante le fasi esplorative e platforming del titolo.


Arrivati a questo punto, però, sembra che io abbia sottolineato soltanto i lati negativi di Effie ma non per questo ne sconsiglierei la fruizione, specie a chi cerca questa tipologia di prodotti (ed in questo periodo ne avevo davvero bisogno). Pur con tutti i suoi limiti, se preso come un tributo al mondo dei platform 3D  Effie sa regalare diverse soddisfazioni. Diverte, il mondo di gioco, grazie sopratutto alla direzione artistica ispirata, ha un suo fascino ed in sostanza l'avventura scorre piacevolmente, anche grazie a delle piccole sub-quest divertenti pur se non completamente legate al flow della produzione.


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